Parrocchia Immacolata Concezione

Monte Sant'Angelo (FG)

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Orario Celebrazioni

ostiaFestivi:

ore 09.30** - 11.00** - 18.00*

Feriali:

ore 18.00*

 

* dal 1 Giugno al 30 Settembre la messa Vespertina è alle ore 19.00

** Nei mesi Estivi Luglio-Agosto ci sarà un unica messa festiva al mattino alle 10.30

Novena Immacolata

novenaimmacolata2019

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Lectio Divina
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Lectio Divina

OTTOBRE MISSIONARIO 2020

 

Nel celebrare questo mese missionario non possiamo non tener conto anche, in modo significativo, del contesto storico che stiamo vivendo, con le fatiche e le sofferenze provocate dalla pandemia e con le conseguenze relazionali e sociali del lungo periodo di isolamento a cui siamo stati sottomessi. Lo slogan tematico del mese missionario, “Eccomi, manda me – Tessitori di fraternità”, è un appello a tutti i credenti per diventare “Tessitori di fraternità”: “Ogni battezzato, è chiamato a far conoscere la bontà, la misericordia e l’amore di Dio per tutti gli uomini, attraverso un atteggiamento di accoglienza e uno stile di vita basato sulla fraternità”.

Questa chiamata, proviene dal cuore di Dio, dalla sua misericordia che interpella sia la Chiesa sia l’umanità nell’attuale crisi mondiale. Infatti, è proprio nel contesto in cui viviamo, determinato dalla pandemia, che l’umanità è chiamata “a remare insieme”. Vogliamo imparare a vivere nuove relazioni, non solo con le persone a noi care, ma con tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, in particolare con coloro che maggiormente pagano le conseguenze negative della tempesta che ci ha investito in questo tempo. Siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri. La Giornata Missionaria Mondiale è una giornata di comunione nella preghiera e di solidarietà con le giovani Chiese, che non hanno ancora raggiunto una propria autonomia, e con le Chiese dei Paesi più poveri del mondo. In questa situazione di crisi economica mondiale non possiamo ripiegarci su noi stessi e non dobbiamo dimenticare coloro che possono camminare soltanto con la nostra partecipazione e con il nostro aiuto.

“Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è”. La III domenica dell’ottobre missionario in tutto il mondo si celebra la GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE, giornata di colletta obbligatoria.

È l’appuntamento della cattolicità, della fraternità universale con la condivisione di beni spirituali e materiali. Tutti i cristiani sono impegnati ad essere protagonisti, in prima persona, di questo evento universale. Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici. Senza limiti di età: dagli anziani, alle famiglie, ai giovani, ai ragazzi; tutti devono essere coinvolti dal fermento della carità. L’amore di Cristo ci spinge a fare della Chiesa una casa per tutti i popoli. Purtroppo quest'anno le condizioni ci impediscono di intraprendere iniziative volte alla raccolta di offerte, faremo anche a meno della Fiera del Dolce, perciò invitiamo tutti ad essere più generosi nella vostra carità, le famiglie invitino i propri figli ad offrire un soldino per…., che uniti a quelli di tutti gli altri bambini e ragazzi del mondo, serviranno a far fronte alle necessità di tanti fratelli e sorelle più bisognosi. L'ANNO SCORSO LA NOSTRA PARROCCHIA HA RACCOLTO LA SOMMA DI 6600 EURO LA SECONDA A LIVELLO DIOCESANO. Si spera di raggiungere la stessa cifra anche quest'anno o di superarla con l'aiuto della provvidenza di Dio e con la vostra generosa carità. E come dice S. Paolo:"Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia".

Buon ottobre missionario a ciascuno di voi…. perché possiamo essere nelle realtà che viviamo Tessitori di fraternità.

Don Matteo

 

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2020

«Eccomi, manda me» (Is 6,8)

 Cari fratelli e sorelle,

Desidero esprimere la mia gratitudine a Dio per l’impegno con cui in tutta la Chiesa è stato vissuto, lo scorso ottobre, il Mese Missionario Straordinario. Sono convinto che esso ha contribuito a stimolare la conversione missionaria in tante comunità, sulla via indicata dal tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.

In questo anno, segnato dalle sofferenze e dalle sfide procurate dalla pandemia da covid 19, questo cammino missionario di tutta la Chiesa prosegue alla luce della parola che troviamo nel racconto della vocazione del profeta Isaia: «Eccomi, manda me» (Is 6,8). È la risposta sempre nuova alla domanda del Signore: «Chi manderò?» (ibid.). Questa chiamata proviene dal cuore di Dio, dalla sua misericordia che interpella sia la Chiesa sia l’umanità nell’attuale crisi mondiale. «Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca... ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti” (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme» (Meditazione in Piazza San Pietro, 27 marzo 2020). Siamo veramente spaventati, disorientati e impauriti. Il dolore e la morte ci fanno sperimentare la nostra fragilità umana; ma nello stesso tempo ci riconosciamo tutti partecipi di un forte desiderio di vita e di liberazione dal male. In questo contesto, la chiamata alla missione, l’invito ad uscire da sé stessi per amore di Dio e del prossimo si presenta come opportunità di condivisione, di servizio, di intercessione. La missione che Dio affida a ciascuno fa passare dall’io pauroso e chiuso all’io ritrovato e rinnovato dal dono di sé.

Nel sacrificio della croce, dove si compie la missione di Gesù (cfr Gv 19,28-30), Dio rivela che il suo amore è per ognuno e per tutti (cfr Gv 19,26-27). E ci chiede la nostra personale disponibilità ad essere inviati, perché Egli è Amore in perenne movimento di missione, sempre in uscita da sé stesso per dare vita. Per amore degli uomini, Dio Padre ha inviato il Figlio Gesù (cfr Gv 3,16). Gesù è il Missionario del Padre: la sua Persona e la sua opera sono interamente obbedienza alla volontà del Padre (cfr Gv 4,34; 6,38; 8,12-30; Eb 10,5-10). A sua volta Gesù, crocifisso e risorto per noi, ci attrae nel suo movimento di amore, con il suo stesso Spirito, il quale anima la Chiesa, fa di noi dei discepoli di Cristo e ci invia in missione verso il mondo e le genti.

«La missione, la “Chiesa in uscita” non sono un programma, una intenzione da realizzare per sforzo di volontà. È Cristo che fa uscire la Chiesa da se stessa. Nella missione di annunciare il Vangelo, tu ti muovi perché lo Spirito ti spinge e ti porta» (Senza di Lui non possiamo far nulla, LEV-San Paolo, 2019, 16-17). Dio ci ama sempre per primo e con questo amore ci incontra e ci chiama. La nostra vocazione personale proviene dal fatto che siamo figli e figlie di Dio nella Chiesa, sua famiglia, fratelli e sorelle in quella carità che Gesù ci ha testimoniato. Tutti, però, hanno una dignità umana fondata sulla chiamata divina ad essere figli di Dio, a diventare, nel sacramento del Battesimo e nella libertà della fede, ciò che sono da sempre nel cuore di Dio.

Già l’aver ricevuto gratuitamente la vita costituisce un implicito invito ad entrare nella dinamica del dono di sé: un seme che, nei battezzati, prenderà forma matura come risposta d’amore nel matrimonio e nella verginità per il Regno di Dio. La vita umana nasce dall’amore di Dio, cresce nell’amore e tende verso l’amore. Nessuno è escluso dall’amore di Dio, e nel santo sacrificio di Gesù Figlio sulla croce Dio ha vinto il peccato e la morte (cfr Rm 8,31-39). Per Dio, il male – persino il peccato – diventa una sfida ad amare e amare sempre di più (cfr Mt 5,38-48; Lc 23,33-34). Perciò, nel Mistero pasquale, la divina misericordia guarisce la ferita originaria dell’umanità e si riversa sull’universo intero. La Chiesa, sacramento universale dell’amore di Dio per il mondo, continua nella storia la missione di Gesù e ci invia dappertutto affinché, attraverso la nostra testimonianza della fede e l’annuncio del Vangelo, Dio manifesti ancora il suo amore e possa toccare e trasformare cuori, menti, corpi, società e culture in ogni luogo e tempo.

La missione è risposta, libera e consapevole, alla chiamata di Dio. Ma questa chiamata possiamo percepirla solo quando viviamo un rapporto personale di amore con Gesù vivo nella sua Chiesa. Chiediamoci: siamo pronti ad accogliere la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita, ad ascoltare la chiamata alla missione, sia nella via del matrimonio, sia in quella della verginità consacrata o del sacerdozio ordinato, e comunque nella vita ordinaria di tutti i giorni? Siamo disposti ad essere inviati ovunque per testimoniare la nostra fede in Dio Padre misericordioso, per proclamare il Vangelo della salvezza di Gesù Cristo, per condividere la vita divina dello Spirito Santo edificando la Chiesa? Come Maria, la madre di Gesù, siamo pronti ad essere senza riserve al servizio della volontà di Dio (cfr Lc 1,38)? Questa disponibilità interiore è molto importante per poter rispondere a Dio: “Eccomi, Signore, manda me” (cfr Is 6,8). E questo non in astratto, ma nell’oggi della Chiesa e della storia.

Capire che cosa Dio ci stia dicendo in questi tempi di pandemia  diventa una sfida anche per la missione della Chiesa. La malattia, la sofferenza, la paura, l’isolamento ci interpellano. La povertà di chi muore solo, di chi è abbandonato a sé stesso, di chi perde il lavoro e il salario, di chi non ha casa e cibo ci interroga. Obbligati alla distanza fisica e a rimanere a casa, siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri. E la preghiera, in cui Dio tocca e muove il nostro cuore, ci apre ai bisogni di amore, di dignità e di libertà dei nostri fratelli, come pure alla cura per tutto il creato. L’impossibilità di riunirci come Chiesa per celebrare l’Eucaristia ci ha fatto condividere la condizione di tante comunità cristiane che non possono celebrare la Messa ogni domenica. In questo contesto, la domanda che Dio pone: «Chi manderò?», ci viene nuovamente rivolta e attende da noi una risposta generosa e convinta: «Eccomi, manda me!» (Is 6,8). Dio continua a cercare chi inviare al mondo e alle genti per testimoniare il suo amore, la sua salvezza dal peccato e dalla morte, la sua liberazione dal male (cfr Mt 9,35-38; Lc 10,1-12).

Celebrare la Giornata Missionaria Mondiale significa anche riaffermare come la preghiera, la riflessione e l’aiuto materiale delle vostre offerte sono opportunità per partecipare attivamente alla missione di Gesù nella sua Chiesa. La carità espressa nelle collette delle celebrazioni liturgiche della terza domenica di ottobre ha lo scopo di sostenere il lavoro missionario svolto a mio nome dalle Pontificie Opere Missionarie, per andare incontro ai bisogni spirituali e materiali dei popoli e delle Chiese in tutto il mondo per la salvezza di tutti.

La Santissima Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione e Consolatrice degli afflitti, discepola missionaria del proprio Figlio Gesù, continui a intercedere per noi e a sostenerci.

Roma, San Giovanni in Laterano, 31 maggio 2020, Solennità di Pentecoste

FRANCESCO

 

AVVISI: 

GIOVEDI 15/10/2020 ORE 18:30 ADORAZIONE EUCARISTICA IN PARROCCHIA E IN STREAMING SU FACEBOOK 

LUNEDI 19/10/2020 ORE 17:00 ROSARIO MISSIONARIO 

GIOVEDI 22/10/2020 ORE 18:30 VEGLIA DI PREGHIERA MISSIONARIA

 

TESTO PER L'ADORAZIONE EUCARISTICA DI GIOVEDI 15/10/2020: 

 

TESSITORI DI FRATERNITÀ
Strumenti di animazione per l’Ottobre missionario 2020
Inizio della preghiera di adorazione
GUIDA: Eccoci, Signore Gesù: siamo in ginocchio per dirti che riconosciamo la tua presenza di unico maestro e salvatore: come il pubblicano del Vangelo, non abbiamo nulla da rivendicare; anzi siamo qui per adorarti, per ringraziarti, per ascoltare quanto oggi vuoi dirci. Siamo piccoli discepoli, talvolta spaesati in questo mondo dal quale non vogliamo solo difenderci, ma al quale ci sentiamo da Te inviati. Riscalda oggi il nostro cuore e mandaci il tuo Spirito perché illumini ogni passo delle nostre giornate.
CANTO DI ESPOSIZIONE E PREGHIERA PERSONALE SILENZIOSA
1° MOMENTO: formazione dei discepoli alla fraternità universale
Dal Vangelo di Matteo (6, 9-15)
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
“Pregate: Padre…”: la fraternità ne è la logica conseguenza. Ma cosa succede quando le parole che sentiamo in mezzo al nostro quotidiano non riecheggiano quelle liturgiche di ‘Fratelli e Sorelle’… quando scompare il bisogno dell’altro… quando le condizioni socio-economico- culturali, oppure quando il denaro, la tecnologia, l’espansione e la promozione dell’esistenza di ciascun soggetto, prendono il sopravvento? Si crea una società che è come un tessuto sfilacciato! (don Armando Matteo)
E allora la fraternità diventa un compito, un impegno, una missione: di più, secondo Evangelii Gaudium la fraternità diventa la missione specifica della comunità ecclesiale per questo tempo ed in questo tempo.
In particolare al n° 87 leggiamo “Oggi, quando le reti e gli strumenti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “ mistica “ di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio. In questo modo, le maggiori possibilità di comunicazione si tradurranno in maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti”. (E.G.87)
PREGHIERA PERSONALE SILENZIOSA
TESSITORI DI FRATERNITÀ
Strumenti di animazione per l’Ottobre missionario 2020
GUARDANDO AVANTI CON MONS. TONINO BELLO.
Tre lettori si alternano e proclamano lentamente il testo, accompagnati da leggero sottofondo musicale
1° lettore: Perché figli di un unico ‘Padre’ che è nei cieli, essere persone in relazione, orientate verso il volto di altri, è la condizione per passare dalla preoccupazione del proprio io, all’apertura verso il volto di ogni uomo e donna da accarezzare al di là di ogni possibile diversità.
2° lettore: La pace è qualcosa di più: è convivialità.
È mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi.
3° lettore: E l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da togliere dalle nebbie dell’omologazione, dell’appiattimento. Un volto da contemplare, da guardare e da accarezzare.
2° lettore: E la carezza è un dono.
La carezza non è mai un prendere, né un portare a sé: è sempre un dare…libero…disinteressato.
3° lettore: E la fraternità? È convivialità delle differenze…
È mettersi a sedere alla stessa tavola, fra persone diverse, che noi siamo chiamati a servire.
CANTO DI ADORAZIONE
2° MOMENTO: formazione dei discepoli alla prossimità
Dal Vangelo di Luca (10, 25-37)
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le
TESSITORI DI FRATERNITÀ
Strumenti di animazione per l’Ottobre missionario 2020
ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».
Ecco i verbi della prossimità: “Lo vide e ne ebbe compassione: gli andò vicino, versò olio e vino sulle ferite, gliele fasciò, lo caricò sul suo asino, lo portò in una locanda, pagò in anticipo, e promise di ripassare a saldare il conti”: è un percorso che aiuta a diventare soggetto di fraternità: impegno umano di prossimità, ma soprattutto scommessa di Dio sulla nostra possibilità di essere compiutamente figli, nel vincolo della fraternità. E qui non dimentico quanto Paolo VI pronunciò nell’ultima sessione del Concilio Vaticano II, là dove richiama l’attenzione assunta dal Concilio nei confronti dell’uomo contemporaneo. Disse “La religione del Dio che si è fatto Uomo, s’è incontrata con la religione dell’uomo che si fa Dio. Che cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Poteva essere ma non è avvenuto! L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio: una simpatia immensa lo ha tutto pervaso: la scoperta dei bisogni umani […] Anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo. Tutta questa ricchezza dottrinale è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo. L’uomo in ogni sua condizione, in ogni sua infermità, in ogni sua necessità. La Chiesa si è quasi dichiarata l’ancella dell’umanità”. (don Ezio Falavegna)
PREGHIERA PERSONALE SILENZIOSA
GUARDANDO AVANTI CON MONS. TONINO BELLO
Tre lettori si alternano e proclamano lentamente la preghiera accompagnata da leggero sottofondo musicale
1° lettore: La Bibbia ci ricorda che c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare; la storia ci ricorda che quello che oggi stiamo vivendo, è il tempo per parlare.
Con la tua vita, Signore, ci ricordi che se delle nostre parole dobbiamo render conto davanti al tribunale della storia, dei nostri silenzi dovremo render conto davanti a Te.
2° lettore: Spalanca, Signore, la porta del nostro cuore e delle nostre case sui problemi del mondo; coinvolgi tutti noi nelle attese e nelle speranze di chi più soffre sulla faccia della terra; che tutti noi sappiamo provare con-passione per chi è nel dolore, e fattiva solidarietà con chi lotta.
3° lettore: Scuoti, Signore, la nostra indifferenza, quando pensiamo che i fenomeni perversi riferiti dai giornali, non ci riguardano perché accadono lontano dalla nostra casa.
TESSITORI DI FRATERNITÀ
Strumenti di animazione per l’Ottobre missionario 2020
2° lettore: Signore della condivisione, libera i credenti dall’usura dell’abitudine: facci provare l’ebbrezza del camminare insieme; donaci una solidarietà nuova, una comunione profonda ed una cospirazione tenace.
3° lettore: Facci sentire che per crescere insieme, occorre solo spalancare la finestra del futuro, progettando insieme, osando insieme, sacrificandosi insieme, consapevoli che da soli non si cammina più.
CANTO DI ADORAZIONE
3° MOMENTO: formazione dei discepoli alla diaconia
Dal Vangelo di Marco (10, 46-52)
E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.
L’evangelista ci offre una descrizione delle fondamentali dinamiche di fraternità per la comunità dei discepoli. Sono quattro gli attori di questa vicenda: il cieco Bartimeo, Gesù, i discepoli e la folla al seguito. Bartimeo, è il mendicante che chiede un aiuto per uscire dalla sua condizione di esclusione; emette un grido di aiuto che non ottiene risultati perché la folla lo zittisce e lo vuole allontanare come elemento scomodo. Gesù a sua volta dà un ordine perentorio che scuote i cuori e li porta ad un atteggiamento contrario: “Chiamatelo!” ordina.
Si tratta di una parola che ha un duplice effetto: converte mente e cuore dei discepoli che l’ascoltano, ed assimila chi lo segue alla sua missione: coloro che sono stati chiamati, diventano ora coloro che a loro volta sono inviati a chiamare. Bartimeo stesso “subito cominciò a vederci di nuovo, e andava dietro a Gesù lungo la via”. In altre parole, il cieco emarginato, inserito in modo esemplare nella comunità dei discepoli, diventa testimone oculare delle nuove relazioni del Regno che sta per compiersi. “Vai, la tua fede ti ha salvato”, non è altro che l’incarico di farsi – come Gesù - pazienti tessitori di fraternità, testimoni della venuta del Regno. (don Nicola Agnoli)
TESSITORI DI FRATERNITÀ
Strumenti di animazione per l’Ottobre missionario 2020
PREGHIERA PERSONALE SILENZIOSA
GUARDANDO AVANTI CON MADELEINE DEBREL
Lettore: Nella mia comunità, Signore, aiutami ad amare,
ad essere come il filo di un vestito.
Esso tiene insieme i vari pezzi
e nessuno lo vede se non il sarto che ce l’ha messo.
Tu, Signore, mio sarto, sarto della comunità,
rendimi capace di essere nel mondo
servendo con umiltà,
perché se il filo si vede, tutto è riuscito male.
Rendimi amore in questa tua Chiesa,
perché è l’amore che tiene insieme i vari pezzi.
CANTO DI ADORAZIONE
4° MOMENTO: formazione dei discepoli all’ uscire, incontrare…
Dal Vangelo di Marco (6, 7-13) Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
Evangelii Gaudium, dal n° 20 al 24, traccia il cammino dei discepoli missionari nell’attuale cambio d’epoca, per una Chiesa povera e serva.
“Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di uscita che Dio vuole provocare nei credenti […] tutti siamo chiamati a questa nuova uscita missionaria […] uscire dalla propria comodità ed avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. (20)
“La gioia del Vangelo è una gioia missionaria […] è un segno che il Vangelo è stato annunciato e sta dando frutto. Ma ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire
TESSITORI DI FRATERNITÀ
Strumenti di animazione per l’Ottobre missionario 2020
da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre”. (21)
“La chiesa in uscita, è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. La comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore (cfr.1 Gv.4,10) e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. (24)
PREGHIERA DI LODE, DI GRATITUDINE, DI SUPPLICA
PREGHIERA UNIVERSALE A PIÙ VOCI
PREGHIERA CONCLUSIVA CON BENEDIZIONE
CANTO DI REPOSIZIONE

 

 

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